E’ quanto emerge da uno studio scientifico della rivista della “Deakin University” nella rivista “Scientific Reports”.
Infatti chi corre in maniera regolare ha una colonna più sana rispetto a chi è completamente sedentario.
Questa ricerca dell’Università sfata quindi il luogo comune per cui la corsa sovraccarica la nostra colonna e da a questa attività una dimensione più fisiologica. In effetti il nostro corpo è fatto per muoversi , camminando e correndo liberamente. Ovviamente il discorso cambia in caso di professionismo verso tale attività, come con tutti gli sport peraltro.
Gia in un precedente studio si era visto come solamente caminare su un tapis roulant ad una velocità di circa 7 chilometri l’ora, garantiva a livello dei dischi intevertebrali, una maggiore salute e funzionalità.
In quest’ultimo studio scientifico però ci si è spinti oltre. Sono stati studiati 79 soggetti adulti, quasi tutti corridori abituali che sono stati divisi per distanze percorse, creando 4 gruppi di studio: “nessun esercizio”, 20km, 30km e 50km a settimana.
Lo stato di salute della colonna è stato accertato con la risonanza magnetica nucleare RMN.
In tutti i corridori, senza grande correlazione rispetto alle distanze percorse, si è evidenziato maggiore idratazione dei dischi intervertebrali ! Ovvero i disci di tali soggetti si mostravano più in salute e più grandi rispetto a quelli dei soggetti sedentari, che invece apparivano più disidratati.
Gli autori della “Deakin University” australiana ritengono che questo è un dato incontrovertibile per affermare che chi corre ha una colonna più in salute ed in forma rispetto a soggetti sedentari.
Colonna Vertebrale
Se sei uno sportivo o già corri ti interesserà sicuramente leggere QUESTA PAGINA e capire come possiamo aiutarti a stare bene e migliorare la tua performance sportiva!
Autore:
Emiliano Grossi Fisioterapista – Physiotherapist
PhT B.Sc, Global Postural Reeducation Specialist (GPR).
Teaching staff of italian GPR/RPG Post-University degree
Encharged by the “Université de Thérapie Manuelle” – (France).
Responsible for the development of GPR Souchard method in English.
Certified Spinal Manual Therapist (SMT) – (Australia).
Director of Physical Therapy Division of FisioClinic (Rome).
Paziente con evidente “shift” (spostamento laterale) tra bacino e torace, con forti dolori lombari e alle gambe ( lombosciatalgia ) presenti da circa 8 mesi senza alcun miglioramento. E’ presente deficit della deambulazione, il paziente non riesce più a camminare correttamente sia per il dolore acuto che per la posizione oramai troppo alterata.
I trattamenti farmacologici anche cortisonici non hanno prodotto risultati apprezzabili.
Trattato, dopo valutazione specifica per comprendere le cause del problema, con RPG Souchard presso il Centro Ufficiale di Roma FISIOCLINIC.
Dopo 3 sedute il paziente è asintomatico ( non ha più dolore ne locale lombare , ne irradiato) , dopo 5 sedute la Postura è nettamente migliorata.
Anche se non si vede dalle foto….è un’altro paziente a cui è tornato il sorriso :-)
Intervista del Direttore Responsabile di Health Online Nicoletta Mele alla dott.ssa Daniela Saccà responsabile FisioClinic (fonte: http://www.mbamutua.org/lavoce/la-fisioterapia-per-combattere-acidita-e-bruciore-di-stomaco/ ).
La cura del reflusso gastroesofageo si basa essenzialmente sulla correzione dello stile di vita e, nel caso in cui non si trovi nessun giovamento, sulla terapia famacologica. Negli ultimi anni è stato riscontrato che la fisioterapia è un buon trattamento per combattere la malattia da reflusso. E’ un tipo di trattamento poco conosciuto, ragion per cui, Mutua Basis Assistance che tra gli obiettivi ha quello di garantire una corretta informazione, ha intervistato la dottoressa DANIELA SACCA’ Fisioterapista, Responsabile direttiva del Centro di Fisioterapia FisioClinic di Roma, la quale da diversi anni tratta con la fisioterapia pazienti affetti dalla malattia del reflusso gastroesofageo, riscontrando ottimi risultati.
Dottoressa Saccà, il vostro centro è stato tra i primi in Italia ad approfondire le relazioni tra le patologie gastroesofagee (reflusso, ernia natale), biomeccanica e postura. Com’è nata la collaborazione con il gastroenterologo e in che modo è possibile curare un paziente affetto da alterazioni gastroesofagee con la fisioterapia?
“In questi ultimi 15 anni abbiamo avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con primari gastroenterologi di altissimo livello. Tra questi voglio citare il Prof. Giovanni Gasbarrini ed il Prof. Guido Costamagna che rappresentano l’eccellenza italiana in questo campo e hanno creduto nella nostra proposta terapeutica, valutandone i risultati e le potenzialità. Questa preziosa collaborazione ci ha permesso di mettere a punto un trattamento specifico per queste alterazioni partendo dai fondamenti di trattamento della metodica RPG Souchard di cui il nostro centro e’ un riferimento. Attraverso manovre specifiche possiamo individuare e quindi trattare la maggior parte delle disfunzioni meccaniche gastroesofagee. Uno dei grandi protagonisti di queste patologie è un muscolo, il diaframma, che come suggerisce il nome, è una valvola tra esofago e stomaco. Un’alterata funzionalità diaframmatica può determinare una non perfetta coordinazione nel passaggio gastroesofageo con conseguente reflusso. Ancor prima di questo malessere si può avere semplicemente la sensazione di avere la pancia gonfia di aria, essere immediatamente sazi pur avendo mangiato solo un piccolo pasto o addirittura un piccolo boccone etc. Il muscolo diaframma è molto particolare perché ha sia funzioni respiratorie, digestive, è di aiuto sia alla circolazione vascolare che linfatica, ma incide anche sulle funzioni meccaniche della colonna. Detto ciò, se il suo funzionamento viene alterato è necessario un attento studio almeno di queste 4 funzioni.
Quello che possiamo fare noi in collaborazione con il gastroenterologo è analizzare se effettivamente ci sono gli elementi di alterazione in una delle zone su cui possiamo poi agire. Ad esempio, se una problematica vertebrale ha o meno alterato la funzionalità diaframmatica e quindi la funzionalità gastroesofagea, potremo agire direttamente alla base del problema. Il quadro è più semplice se l’alterazione è primaria, a livello del diaframma ovviamente e si complica enormemente se la storia clinica del paziente e la “strada” di queste alterazioni ha coinvolto più di uno di quei sistemi interconnessi che abbiamo citato. A volte può capitare che lavorando su una di queste alterazioni questa si riequilibra a discapito di un’altra. E’ il motivo per cui tutte le correzioni che vengono fatte saranno in globalità (cioè mettendo in relazione ciò che si è alterato in rapporto al problema gastroesofageo), concetto alla base della metodica RPG Souchard, che rappresenta lo strumento perfetto per essere sicuri di riequilibrare contemporaneamente e in maniera coordinata tutto ciò che ha a che vedere con la patologia di quello specifico paziente, senza rischiare, con un trattamento analitico di “spostare” il problema altrove”.
In che modo viene trattato il paziente?
“Per il trattamento, il paziente deve necessariamente essere sottoposto a un esame biomeccanico/posturale che evidenzi alterazioni strutturali ed eventualmente li metta in relazione con il problema gastroesofageo. Dopo questo esame, lo specialista saprà elaborare il piano di trattamento specifico per la persona che ha di fronte, sia inteso come trattamento globale e scelta delle posture attive di correzione, sia come trattamento locale per mezzo di manovre manuali specifiche.”
La fisioterapia è un trattamento risolutivo? Deve essere associata alle terapie farmacologiche?
“Sicuramente il processo di cura di un paziente ha sempre una base soggettiva, ma in generale i risultati ottenuti con un percorso di correzione delle alterazioni alla base del reflusso, sono ben mantenuti nel tempo proprio perché vanno ad affrontare la causa del problema. In questi 15 anni è capitato più spesso di rivedere lo stesso paziente per altre problematiche non legate al reflusso curato inizialmente, piuttosto che avere delle recidive che comunque possono esserci, ma in generale basta un piccolo richiamo di terapia o a volte anche esercizi che il paziente può fare da solo a casa”.
In media, dopo quante sedute si raggiungono i primi benefici?
“Anche qui non c’è una regola, in alcuni pazienti già dopo la prima seduta i risultati sono evidenti, in altri il percorso è molto più lungo e bisogna attenderne anche 10 sedute, tutto dipende da tantissimi fattori e dalla loro interconnessione”.
Ci può fare un esempio?
“Di esempi potremmo farne tanti legati al passato, ma senza andare troppo in là nel tempo mi viene in mente un paziente che stiamo seguendo ora, tutt’ora in trattamento, siamo alla quinta seduta. Un ragazzo giovane che soffriva di reflusso gastrico è arrivato in studio già con tutte le diagnostiche fatte e con alle spalle sei visite al pronto soccorso per sospetti problemi cardiaci. Figlio di medico, è stato attentamente sottoposto a tutti gli screening del caso, compresi monitoraggi sulle 24 ore, questo ha potuto far escludere qualsiasi problematica cardiaca. I sintomi gastroesofagei prima e quelli “cardiaci” soprattutto tachicardici, avevano nel tempo profondamente mutato la qualità della vita del ragazzo che, fra le altre cose, aveva dovuto abbandonare una delle sue passioni e cioè suonare uno strumento a fiato. Il circolo vizioso che questa situazione aveva instaurato lo aveva portato a controllare più volte al giorno i suoi battiti cardiaci che “impazzivano” non appena il sintomo gastroesofageo veniva stimolato (ultimamente anche solo sedersi a sorseggiare con gli amici).
In terapia, abbiamo analizzato la situazione globale, determinato gli obbiettivi terapeutici, molti dei quali riguardavano una rieducazione respiratoria e vertebrale. Il suo muscolo diaframma aveva una funzionalità enormemente compromessa in risalita e compressione contro il cuore. Questo, verosimilmente, può essere alla base dello stimolo pericardico che innesca la tachicardia nel momento dell’ingestione di cibi o bevande (avendo escluso tutto ciò che potesse essere di tipo cardiaco, ci siamo confrontati con il suo cardiologo che ha trovato verosimile questa ipotesi).
Il paziente ha avuto un miglioramento graduale fin dalla prima seduta. Il dato che per lui ha rappresentato, anche psicologicamente, un conforto enorme è stato il sentire che ingerendo cibi e bevande il cuore iniziasse ad avere più “margine”, come se fosse meno sofferente. Con gradualità, questa situazione si è risolta del tutto, arrivando a poter bere anche un bicchiere di birra senza problemi. Il culmine lo abbiamo ottenuto dopo la quarta seduta, quando è riuscito a suonare la tromba, oramai abbandonata perché immediatamente scatenava sintomi molto pesanti, senza nessun problema nè di tipo respiratorio, cardiaco o gastroesofageo”.
Quali sono i suoi consigli?
“Questo è ovviamente un solo esempio di come un non perfetto funzionamento meccanico possa determinare una scoordinazione tra diversi sistemi (meccanico, vertebrale, cardiaco, respiratorio, digestivo, viscerale, circolatorio, psicologico), ma per poter effettuate un trattamento corretto, serio e deontologico, è importante che il paziente, qualora non l’abbia già fatto, sia seguito trasversalmente da specialisti seri dei vari sistemi in ballo e soprattutto capaci di lavorare in equipe. Una volta escluse compromissioni primarie o secondarie dei vari sistemi (ad esempio quello cardiaco), avremo la possibilità di cercare la causa del problema nelle molteplici alterazioni meccaniche possibili e potenzialmente risolverle”.
Intervista della Giornalista N. Mele a Emiliano Grossi con dei consigli su come gestire la propria schiena!
LA SCHIENA, ECCO COME PROTEGGERLA con la Fisioterapia Per il mal di schiena.
I CONSIGLI DEL DOTT. EMILIANO GROSSI, FISIOTERAPISTA SPECIALISTA IN RIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE e Fisioterapia Per il mal di schiena
SLEEPING UNDER THE STARS! non è un titolo di un film, ma un modo per dire che possiamo dormire sotto le stelle senza correre rischi per la nostra salute.
A chi non è mai capitato farsi coccolare da Morfeo all’aria aperta? I giovani ne sanno qualcosa, ma anche i “più grandicelli” possono permettersi il “lusso” di trascorrere qualche giorno di relax all’insegna della natura, l’importante è adottare i dovuti accorgimenti per evitare fastidiosi mal di schiena e disturbi al collo.
Sulla base di una ricerca scientifica dello scorso anno, è stato dimostrato che dormire in campeggio a tu per tu con natura può avere un effetto straordinario sul sonno, in quanto contribuisce a resettare l’orologio biologico dell’organismo e a migliorare la produzione interna di melatonina, ma è opportuno essere ben equipaggiati per la notte.
Mutua Basis Assistance, Società di Mutuo Soccorso, leader in Italia per numero di associati che fa della prevenzione uno dei pilastri fondamentali sui quali fonda la sua attività mutualistica, ha intervistato il Dottor Emiliano Grossi Fisioterapista – Specialista in Rieducazione Posturale Globale, in biomeccanica e riabilitazione delle patologie della colonna, Fisioterapia Per il mal di schiena, responsabile direttivo Centro di Fisioterapia FisioClinic di Roma nonché, da circa 10 anni, nello Staff dell’ Associazione Nazionale (AIRPG) per la formazione Post-Universitaria di R.p.g. Souchard.
Dott. Grossi, può spiegare quali sono le funzioni principali della colonna vertebrale?
“La nostra colonna è un gioiello di ingegneria biomeccanica che ci permette contemporaneamente di ergerci contro la forza di gravità efficacemente, ma al contempo avere una straordinaria capacità di movimento! E’ un connubio geniale tra stabilità e flessibilità, è dotata di curve che, se funzionano bene, ammortizzano e smorzano i carichi in maniera efficace. Essa non è solo la struttura portante di tutto il corpo inteso come scheletro e muscoli, ma fornisce anche supporto e protezione a molti preziosi organi interni”.
Possiamo permetterci di dormire, qualche volta, al chiaro di luna senza danneggiarla?
“Certamente, anche se rispettando semplici regole! Siamo nati, così come tutte le specie della terra, per adattarci a praticamente quasi tutte le situazioni “meno comode” e a volte avverse. Dormire a terra, ad esempio, non è così dannoso! Ci sono ancor oggi popolazioni che riposano e dormono a terra o in situazioni ben lontane dai nostri comodi letti”.
Quali sono le regole principali da seguire?
“Le regole principali per noi, “viziati dal confort del letto” sono: evitare il contatto diretto con la superficie a terra, frapponendo almeno del materiale che aiuti ad adattarsi alla superficie. Un tappetino di gomma non sarà comodo, ma già può aiutare. Ovviamente, potendo scegliere e organizzandosi per tempo, le scelte possono essere molteplici, dai materassini gonfiabili ( ce ne sono dei modelli da campeggio che simulano perfettamente un buon materasso di casa) a brandine più o meno comode. Il cuscino è un altro supporto fondamentale per non rimpiangere la notte il giorno dopo! E’ sempre consigliabile inoltre dare alla colonna cervicale il giusto supporto. Per sceglierlo, ammesso che si dorma di fianco, si può seguire una regola semplice che dò spesso ai pazienti: “colmare“ lo spazio che viene a crearsi tra il cranio lateralmente e la superficie di appoggio, ma solo una volta che la spalla è “affondata” nell’eventuale materassino o brandina (per cui viene da se che l’altezza del cuscino non segue solo il soggetto, ma dipende dalla durezza o meno del supporto su cui si dorme)”.
C’è chi trascorre diverse ore in macchina a causa del traffico, in questo caso invece quali potrebbero essere i danni per la schiena e le ginocchia?
“Qui il discorso sarebbe più ampio e chiama in gioco concetti di ergonomia che spesso in macchina è difficile far rispettare. La posizione seduta è di per se meno fisiologica per l’essere umano di quella sdraiata, accovacciata, in piedi, perfino della quadrupedica. Nella posizione seduta la colonna lombare, ad esempio, tende all’inversione della propria fisiologia di funzionamento ideale (lordosi) e va verso la cifosi lombare. In questa posizione molte strutture lombari, compresi i dischi intervertebrali, sono sovraccaricate molto più che nella posizione eretta. Siamo seduti, ma sui dischi grava un peso enorme per via della ripartizione non corretta ed è come se stessimo costantemente sollevando un peso enorme!”
Come comportarsi? Può darci qualche prezioso consiglio?
“Un aiuto può essere la regolazione corretta (qualora l’auto lo permetta) del sedile che può sembrare semplice, ma che non lo è affatto, pochi centimetri possono fare una differenza enorme. Avvicinarsi un po’ con il sedile verso il volante già fornisce un sostanziale carico minore sulla colonna ad esempio. L’aggiunta, poi di piccoli spessori a forma di “D” che si comportano come dei cuscinetti aggiuntivi che vanno a spingere e quindi correggere le porzioni colonna fuori asse a volte è necessaria. Quando mi trovo a essere chiamato in genere da grandi aziende, ma a volte anche dal singolo, a fare delle consulenze sull’ergonomia di un ufficio, delle posizioni sedute, anche del parco macchine, capita sempre che le persone rimangano stupite da come regolazioni piccolissime, ma ben fatte, facciano una differenza enorme rispetto a tutti i tentativi che magari avevano già provato con correzioni eccessive e disordinate”.
Quanto è importante eseguire degli esercizi di stretching dolce?
“Oramai è accettato da quasi tutta la comunità scientifica mondiale (anche se alcune culture orientali lo sostengono da millenni): il corpo per funzionare bene deve avere una corretta flessibilità, ancor prima del tono muscolare! Diciamo che l’equilibrio tra i due è importante, ma non ha senso avere muscoli forti se le articolazioni che devono far muovere quei muscoli sono eccessivamente rigide, si avrà bisogno del doppio della forza solo per vincere le rigidità che invece potrebbero essere eliminate, riducendo quindi anche gli schiacciamenti e conseguentemente i dolori articolari”.
Quali sono i più semplici ed efficaci da eseguire?
“Certamente essere almeno inizialmente seguiti da uno specialista in metodiche oramai largamente conosciute e diffuse come la R.P.G. (rieducazione posturale globale souchard) è la “chiave del successo” per intraprendere e apprendere il percorso e gli esercizi più adatti a se’ ed è una Fisioterapia Per il mal di schiena delle più efficaci. Infatti, ognuno di noi ha la sua specificità e merita di essere analizzato singolarmente in modo da avere i suoi esercizi, in questo modo si ottimizzano anche i tempi di risultato: non si applica una routine di esercizi che ha bisogno magari di un’ora ogni giorno per essere eseguita ( personalmente, dopo l’entusiasmo iniziale smetterei subito!), ma ad esempio io farò i miei esercizi anche solo per un quarto d’ora e Lei i suoi per il suo quarto d’ora e otterremo più risultati rispetto a fare un’ora di esercizi protocollati! bello no? e semplice!”
Fisioterapia Per il mal di schiena
In generale, qual è il modo migliore per trattare con i “guanti bianchi” la nostra schiena?
“Al di là di tutto mi verrebbe da dire “il buon senso” come è ovvio, ma diciamo che la nostra colonna, il nostro corpo in generale è un patrimonio da proteggere. Così come faremmo con una bellissima e rarissima auto se fossimo dei collezionisti, ce ne dobbiamo prendere cura e fare manutenzione! MANUTENZIONE, credo che questo sia il concetto. Il che non vuol dire curarsi, anzi, il concetto è assolutamente preventivo…la prevenzione per non arrivare al danno, cosi come ci preoccupiamo di fare il tagliando scadenzato all’auto per non incappare in problemi derivanti dal fatto di non aver fatto la corretta manutenzione! Perche non andare una o due volte all’anno a fare un check up biomeccanico/posturale da uno specialista RPG PRIMA di avere dolori? Questo sarebbe trattare con i “guanti bianchi” la nostra schiena! Inoltre in questo modo, sempre con l’aiuto di uno specialista, si può imparare anche “un’igiene posturale”, regole semplici che ci aiutano godere del nostro corpo senza abusarne troppo!”
Fisioterapia Per il mal di schiena
Avete capito? Cercate di prestare attenzione quando vi mettete in viaggio con l’automobile per parecchie ore e quando state seduti in ufficio.
Via libera, invece, a una romantica notte al chiaro di luna prima che arrivi il freddo inverno!
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