fisioterapia per lo sport

LA FISIOTERAPIA È IL SEGRETO PER PRATICARE SPORT

fisioterapia per lo sport: Health Online ha intervistato il dott. Emiliano Grossi in occasione della giornata mondiale dello sport.

La Fisioterapia è il segreto per praticare sport senza brutte sorprese! 

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La fascia può contrarsi attivamente e quindi influenzare la dinamica muscolo-scheletrica

La fascia è un tessuto biologico che avvolge tutte le strutture del nostro corpo. Oggi la ricerca ha un grande interesse nel ruolo della fascia come trasmettitore di forza nella dinamica muscolare, ma questo tessuto in genere è considerato un contributo passivo al comportamento biomeccanico.

ruolo della fascia come trasmettitore di forza

Ci sono stati diversi studi che hanno indicato il ruolo attivo della fascia che invece ha una capacità intrinseca di contrarsi attivamente. Queste indicazioni includono il fenomeno noto come “contrazione legamentosa” della fascia lombare umana, in risposta alla ripetuta applicazione di sollecitazioni isometriche. Esiste anche la prova che i tessuti fasciali possono accorciarsi per diversi giorni in alcune patologie, come la fibrosi palmare, le cicatrici ipertrofiche e simili condizioni fibrotiche fasciali. Questo accorciamento dei tessuti è dovuto principalmente alla presenza di miofibroblasti (un tipo di cellula responsabile della guarigione delle ferite e della riparazione dei tessuti). La contrattura tissutale risultante è dovuta a una combinazione incrementale di contrazione cellulare, reticolazione del collagene e rimodellamento della matrice.

Robert Schleip ed i colleghi dell’Università di Ulm hanno studiato se la fascia normale possa possedere la capacità di contrazione cellulare che, a sua volta, potrebbe svolgere un ruolo attivo nella meccanica muscolo-scheletrica.

In un nuovo studio pubblicato su Frontiers of Physiology, hanno studiato campioni fasciali umani e di ratto provenienti da diversi siti del corpo cercando la presenza di miofibroblasti, utilizzando la colorazione immunoistochimica per l’actina muscolo liscio α (n = 31 donatori, n = 20 animali). Inoltre, le registrazioni delle forze meccaniche sono state eseguite su tessuti fasciali di ratto isolati che sono stati stimolati farmacologicamente per attivare la forza contrattile.

ruolo della fascia come trasmettitore di forza

Lo studio lo ha scoperto che:

  • la densità dei miofibroblasti è maggiore nella fascia lombare umana rispetto alle fasce delle altre due regioni esaminate in questo studio: fascia lata e fascia plantare.
  • I tessuti fasciali si contraggono quando esposti a diverse sostanze farmacologiche: siero fetale bovino, analogo del trombossano A2 U46619, TGF-β1 e mepiramina.
  • La tossina botulinica di tipo C3, usata come inibitore della chinasi Rho ha provocato il rilassamento.
  • Al contrario, i tessuti fasciali erano insensibili all’angiotensina II e alla caffeina.
  • Esiste una correlazione positiva tra la densità del miofibroblasto e la risposta contrattile.

ruolo della fascia come trasmettitore di forza

Il calcolo della forza contrattile potenziale della fascia prevede un intervallo di forze che sembra insufficiente per esercitare un effetto diretto a breve termine (cioè, che si verifica entro pochi minuti o ore) sulla stabilità meccanica dell’articolazione della colonna vertebrale umana. Le forze contrattili a breve termine dei tessuti fasciali sono di almeno due ordini di grandezza inferiori a quelle del tessuto muscolare e potrebbero non avere alcun effetto significativo sulla stabilità spinale o su altri aspetti importanti della biomeccanica umana.

ruolo della fascia come trasmettitore di forza

Tuttavia, le forze di contrazione fasciale teoriche nella regione lombare umana sono al di sopra della soglia per influenzare la meccanosensazione. Sono abbastanza forti da alterare la coordinazione motoneuronale nella regione lombare. Inoltre, gli autori suggeriscono che un aumento locale e / o temporale della contrattilità fasciale potrebbe contribuire alla contrattura del tessuto a lungo termine, che include il rimodellamento della matrice.

Sulla base della nota influenza di segnalazione del sistema nervoso simpatico sull’espressione del TGF-β1, suggeriscono che i loro risultati tendono a supportare l’ipotesi di una stretta connessione tra rigidità fasciale e attivazione simpatica cronica. Alla luce del grande contributo dei fattori psicosociali nella lombalgia, suggeriscono ulteriori studi per esplorare le possibili interazioni tra stress emotivo, rigidità fasciale e lombalgia.

Gli autori hanno concluso che la tensione del tessuto miofasciale è attivamente regolata dai miofibroblasti con il potenziale impatto sulla dinamica muscoloscheletrica attiva.

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ORIGINAL RESEARCH ARTICLE

Front. Physiol., 02 April 2019 | https://doi.org/10.3389/fphys.2019.00336

costocondrite dolore al torace dolore allo sterno dolore alle costole

Dolore al Torace o allo sterno? può essere una costocondrite

Che cos’è la Costocondrite?

Emiliano Grossi * – fisioterapista

Keywords: Dolore al torace, dolore allo sterno, dolore alle articolazioni costosternali o sterno costali, dolore al petto, costocondrite.

dolore al petto dolore alla respirazione fisioterapia roma

Per comprendere meglio cosa intendiamo quando parliamo di costocondrite, costocondrosi, condrite costosternale o sindrome costosternale, vediamo velocemente l’anatomia del tratto toracico anteriore, ovvero di come le coste o costole si articolano con lo sterno.

In questa sede troviamo quelle che possiamo genericamente chiamare le “articolazioni sternocostali”, che però non sono tutte uguali. In generale tra le coste e lo sterno è frapposto un tessuto cartilagineo che determina due articolazioni:

  1. Una, più centrale, tra sterno e cartilagine costale ovvero l’articolazione sternocostale propriamente detta.
  2. Una piu laterale tra cartilagine costale (ialina) e porzione ossea della costola stessa, che è quindi una sincondrosi

 

È bene sottolineare che le  articolazioni sternocostali propriamente dette sono delle artrodie ( fanno parte della macrocategoria delle diartrosi) e quindi, cosi come un ginocchio, prevendono una capsula articolare, il liquido sinoviale e dei legamenti (estrinseci, i leg. raggiati ed intrinseci, intrartricolari). Queste consentono movimenti di scivolamento importantissimi per la biomeccanica toracica.

Per contro la cartilagine ialina costo vertebrale si articola lateralmente con le coste, senza capsule, liquido di lubrificazione o legamenti, in quanto sincondrosi.

Morfologicamente le costole affrontano lo sterno in questa maniera:

  1. Le prime 7 coste in maniera diretta.
  2. Le coste 8-9 e 10 per mezzo di tessuto fibroso interposto.
  3. (le 11 e 12 sono fluttuanti pertanto non hanno rapporti con lo sterno).

Come si manifesta la Costocondrite?

Nella Costocondrite principalmente il paziente lamenta dolore in un punto molto preciso, appena lateralmente allo sterno, puntorio, insorto il più delle volte senza causa apparente. Il punto può essere gonfio, caldo e rosso, dolente al tatto, alla tosse e alla respirazione ampia, oltre che ad alcuni gesti sportivi.

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Cosa può determinare un dolore sternocostale?

Come in tutte le articolazioni (specialmente nelle artrodie), possiamo avere due grandi famiglie di alterazioni:

  1. tipo infiammatorio / reattivo primario.
  2. tipo meccanico / da malposizionamento / fuori asse (che, in via secondaria, possono comunque alimentare le alterazioni infiammatorie).

Le artrodie sono soggette sia a problematiche infiammatorie che di tipo meccanico, mentre la porzione condrocostale soffre prettamente della componente infiammatoria (primaria o secondaria a traumi).

Ci possono essere diverse cause a monte della cascata infiammatoria che determina il dolore costocondritico. In letteratura se ne trovano varie come ad esempio (le più frequenti):

  1. Alterazioni Posturali / traumi/ eccessiva rigidità toracica
  2. le artriti (l’artrite psoriasica, reumatoide e la spondilite anchilosante)
  3. le infezioni virali
  4. le infezioni da Stafilococco
  5. Una sindrome influenzale con tosse protratta o vomito ripetuto
  6. la fibromialgia
  7. alcune neoplasie ( tumore polmonare, al seno, tumori tiroidei)
  8. la Sindrome di Tietze

 

C’è da dire che nel 68% dei casi il dolore sternocostale colpisce pazienti femmina, nelle varie fasce d’età ed in età giovanile è una delle principali ragioni di dolore al torace lamentato dalle ragazze. Anche se non è ben chiaro il dolore si manifesta più a sinistra che a destra e soprattutto nelle articolazioni della IV°-V°-VI° costa.

Cosa Fare quindi?

Come primo approccio al dolore costosternale si deve quindi stabilire la provenienza del dolore stesso ed escludere, mediante Rx, fratture ossee e patologie neoplastiche, valutare la presenza di patologie sistemiche o immunitarie (come fattore di difficoltà nella cura ma che non osta il più delle volte la risoluzione completa dei sintomi). In tal senso è importante stabilire collaborazioni con le figure mediche idonee ad affrontare questa problematica per indirizzare il paziente in maniera diretta (reumatologo, immunologo, ortopedico etc.). A questo punto  si può elaborare il  trattamento più adeguato, eventualmente supportato da farmaci antinfiammatori, fondato principalmente su una Fisioterapia basata su approcci scientifici di correzione graduale come la Rieducazione Posturale Globale (RPG Souchard), qualora non vi siano altri processi in atto (es. infezioni).

Va sempre tenuta in considerazione la grande sensibilità che può avere il paziente nell’ approcciare la zona da trattare, soprattutto se di evidenzia un fuori asse articolare che merita un riposizionamento (meglio se non manipolativo, ma graduale. Infatti, a volte il sintomo quasi non permette il contatto sulla cute del paziente, sufficiente ad ottenere la pressione adatta al trattamento. In quei casi di può preparare il trattamento con delle sedute antinfiammatorie (strumentali, laser ad esempio, o farmacologiche con fans transdermici, ghiaccio). Inoltre, considerando la grande incidenza sulla popolazione femminile, è importante considerare l’approccio psicologico in una zona che coincide anatomicamente con il seno; pertanto, è fondamentale spiegare la tipologia di manovre che si andranno a svolgere e comprendere se queste siano accettate dalla paziente.

Bisogna considerare anche che, a volte, il sintomo può irradiare posteriormente verso la colonna o internamente verso il mediastino ( cuore, pericardio).

Nell’approccio biomeccanico e posturale alla cura delle costocondriti, in RPG Souchard si effettua una prima valutazione, divisa in due macroaree:

  1. Macro-valutazione, ovvero una valutazione biomeccanica e posturale globale, per evidenziare alterazioni che vadano a creare ad esempio iperpressioni costocondrali anteriori ( ad esempio alcuni tipi di ipercifosi dorsali o al contrario un’eccessiva rigidità e appiattimento dorsale)
  2. Micro-valutazione: ovvero il bilanciamento articolare manuale per valutare restrizioni di movimento, iperpressioni, fuori asse, sublussazioni etc.

Una volta che il quadro biomeccanico è stato chiarito, si elabora il piano di trattamento e le specifiche posture terapeutiche all’interno delle quali verranno somministrate le sollecitazioni correttive ( decompressioni, release, riposizionamenti, flessibilizzazione toracica etc.).

In generale la Rieducazione Postural Globale, nei casi di Costocondrite può ridurre o eliminare il dolore toracico già dalle prime sedute e soprattutto si è visto che contribuisce, anche in casi di patologie sistemiche di base a contrastare le recidive, soprattutto qualora si imposti insieme al paziente un programma di mantenimento individualizzato ( anche solo di autogestione insegnata al paziente ad esempio).

Vuoi saperne di più? Mi trovi qui: www.fisioterapiaroma.it

Scientific Article on this topic: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19817327/

* Emiliano Grossi

PhT B.Sc, Global Postural Re-education Specialist (GPR). Member of the Italian Teaching staff of GPR/RPG Post-University degree. Professor of SGA (Active Global Stretching). Encharged by the “Université de Thérapie Manuelle” (France). Certified Spinal Manual Therapist (SMT) – (Australia).
Director of Physical Therapy Division of FisioClinic (Rome).  Curriculum

Farmaci inutili nel mal di schiena

Farmaci inutili nel mal di schiena:

Il mal di schiena, considerato uno delle cause maggiori di disabilità nella società moderna, non trova soluzione dai farmaci antinfiammatori come ibuprofene, aspirina, Fans. Questi famaci sono quasi del tutto inutili in quanto i benefici sono appena superiori al placebo e per contro hanno  troppi effetti collaterali sull’organismo.

fisioterapia emicrania mal di testa

Una ricerca del George Institute for Global Health di Sydney ha analizzato 6000 persone che facevano uso di antinfiammatori e antidolorifici su cui sono stati condotti ben 35 clinical Trials.

I risultati sono che i FANS, ovvero i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (‘non-steroidal anti-inflammatory drugs’, o NSAIDs) , offrono benefici appena superiori ai placebo a fronte di danni collaterali alti.

La ricerca è stata anche pubblicata su The “Annals of the Rheumatic Diseases”, riporta che solo 1 paziente su  6 trattati con FANS  ha ricevuto benefici clinicamente rilevanti nel breve termine.

I benefici erano spesso superati da effetti collaterali importanti, come ulcere gastriche e sanguinamento.terapia reflusso osteopatia viscerale

Anche il paracetamolo spesso viene raccomandato come farmaco alternativo perché meno cruento sullo stomaco. In realtà ha scarso effetto analgesico nel dolore vertebrale e addirittura quasi quadruplica l’incidenza di disfunzioni epatiche.

Infine gli oppioidi, sono risultati poco più efficaci dei FANS ma provocano spesso effetti collaterali ancora più gravi.

I ricercatori concludono e sono concordi nel dire che i FANS, gli antidolorifici ed antinfiammatori non possono considerarsi una risposta al dolore vertebrale e della schiena.

Gli stessi studiosi raccomandano la fisioterapia e l’attività regolare che si dimostrano più efficaci e senza effetti collaterali nel  tenere lontano il dolore vertebrale ed il mal di schiena. Migliore Centro di Fisioterapia

Affidatevi agli specialisti migliori e certificati , noi di FisioClinic, Fisioterapia a Roma e Bergamo abbiamo già aiutato migliaia di pazienti a risolvere il loro mal di schiena ( vedi cosa dicono di noi)

Autore:
Emiliano Grossi Fisioterapista – Physiotherapist
PhT B.Sc, Global Postural Reeducation Specialist (GPR).
Teaching staff of italian GPR/RPG Post-University degree
Encharged by the “Université de Thérapie Manuelle” – (France).
Responsible for the development of GPR Souchard method in English.
Certified Spinal Manual Therapist (SMT) – (Australia).
Director of Physical Therapy Division of FisioClinic (Rome).
Curriculum

fonte: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2017/02/03/mal-di-schiena-quasi-inutili-farmaci-antinfiammatori_2c5057ba-ddaf-4475-a3fc-502b8fb88cfd.html

Alterazioni Posturali

dolori da posizione seduta in ufficio

Posizione seduta in ufficio:

Lo dice L’Ansa,  sulla base della ricerca Loudhouse presentata al Ministero della Salute nell’ambito del convegno “Salute in ufficio”: l’80% degli impiegati ha sofferto di dolori legati alla posizione lavorativa negli ultimi 3 anni.

I dolori da posizione seduta in ufficio (o a scuola) più diffusi sono il dolore cervicale e lombare , ovvero il male al collo associato a volte a mal di testa e la lombalgia o mal di schiena.

Posizione seduta in ufficio

Ecco cosa dice lo studio riguardo l’incidenza dei dolori da posizione seduta in ufficio o a scuola:

Tra gli intervistati ecco le percentuali dei vari dolori riportati, considerando che molti avevano più di una localizzazione del dolore:
61% mal di schiena.
55% mal di testa
49% la tensione o il dolore alle spalle,
49% problemi agli occhi
47% dolore al collo
31% dolore al polso o al braccio.

Tra le non proprio sane abitudini più frequentemente riportate nella posizione seduta in ufficio, invece, il 97% percepisce quella di stare seduto e di non muoversi per molto tempo, il 90% sente di avere una posizione “ingobbita” e comunque non corretta, l’85% incrocia le gambe come abitudine.

Ed ora la notizia più eclatante: L’assenteismo dovuto a dolori scaturiti dai disturbi posturali sul lavoro e dalla posizione seduta in ufficio costa ben 3,36 miliardi di euro ogni anno allo stato Italiano.

Il ministro Lorenzin, ritiene che piccole scelte in ufficio portano salute ed ha detto: “Rendere salubre il luogo dove viviamo vuol dire renderci sani e rendere migliore la nostra vita. Sono le piccole scelte a portare le grandi trasformazioni”.

Chiamaci OGGI e scopri quello che possiamo fare per te e come abbiamo già migliorato la qualità della vita e del tempo passato a lavoro di tantissimi pazienti (ecco cosa dicono di noi)!

Autore:
Emiliano Grossi Fisioterapista – Physiotherapist
PhT B.Sc, Global Postural Reeducation Specialist (GPR).
Teaching staff of italian GPR/RPG Post-University degree
Encharged by the “Université de Thérapie Manuelle” – (France).
Responsible for the development of GPR Souchard method in English.
Certified Spinal Manual Therapist (SMT) – (Australia).
Director of Physical Therapy Division of FisioClinic (Rome).
Curriculum

Fonte: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2018/01/22/otto-impiegati-su-10-soffrono-di-dolori-dufficio_c0bc45b6-4ed5-4adc-ac5a-f4b50117cb4f.html