SARS-Cov-2 2019-nCoV Covid-19 Coronavirus

Fisioterapia Coronavirus Covid-19 SARS-Cov-2 2019-nCoV

Fisioterapia Coronavirus Covid-19 SARS-Cov-2 2019-nCoV

La Fisioterapia per Covid-19 e pazienti affetti da Coronavirus SARS-Cov-2 2019-nCoV

La Fisioterapia nei pazienti affetti da SARS-Cov-2: dalle strategie nella fase acuta della Covid-19 alla riabilitazione respiratoria

SARS-Cov-2 2019-nCoV Covid-19 Coronavirus

L’emergenza pandemica da SARS-Cov-2 ( o 2019-nCoV ) sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari di tutto il mondo. In Italia come sappiamo l’epidemia ha avuto un esordio devastante e fino ad ora si è manifestata con numeri molto elevati sia degli infettati che purtroppo dei deceduti.

Come si è detto più volte , il fattore cruciale che rende difficoltosa la cura di questo nuovo coronavirus è il grande numero di persone che è capace di infettare nell’unità di tempo. Per questo a livello mondiale le indicazioni sono concordi sull’importanza dell’isolamento sociale.

In questo panorama complesso e nuovo per tutti, il personale sanitario si trova ad affrontare una enorme sfida, spesso non supportata dalle capacità strutturali ospedaliere e di assistance strutturali come le terapie intensive a disposizione. Medici, infermieri e fisioterapisti hanno dovuto in pochissimo tempo trovare risorse e mettere a punto strategie per fronteggiare questa emergenza.

Fisioterapia SARS-Cov-2 2019-nCoV Covid-19 Coronavirus

Di fatto Covid-19 può manifestarsi come una polmonite molto acuta ) Sindrome Acuta respiratoria Sistemica) con il bisogno di semplice somministrazione di ossigeno nei casi lievi, fino una vera respirazione artificiale meccanica invasiva nel caso di calo drastico della saturazione di ossigeno nel sangue.

Physiotherapy SARS-Cov-2 2019-nCoV Covid-19 Coronavirus.jpg

Per quanto riguarda la fisioterapia questa è di fatto molto importante in due fasi distinte dell’ infezione da Coronavirus SARS-Cov-2 .

  1. Nella FASE ACUTA il ruolo fondamentale del fisioterapista è saper gestire insieme agli altri specialisti, il posizionamento dei pazienti. Questo può essere:
    • Paziente Supino, con tutti gli aiuti in termini di ottimizzazione della posizione che il fisioterapista può dare.
    • Cambi di posizione con strategie facilitanti.
    • Posizionamenti da seduto o semi seduto (che favoriscono una respirazione più fisiologica e rilassata).
    • Posizioni sul fianco (attentamente valutate a seconda del caso specifico e dello stato polmonare del paziente).
    • Paziente Prono, nel momento in cui le complicanze e l’insufficienza respiratoria diviene tale da dover intubare il paziente in questa specifica posizione. È importante la valutazione insieme a tutto lo staff interdisciplinare di questa posizione. Questa infatti aiuta a distribuire meglio le pressioni sul parenchima polmonare. Ad esempio il cuore in posizione prona va a pesare sullo sterno anziché gravare, come da supino su parte dei polmoni. In questa posizione di pronazione  aumenta sia la perfusione che la ventilazione.
  2. Nella FASE SUCCESSIVA o in cui il paziente si negativizza al virus e recupera le funzionalità respiratorie, senza più il bisogno della ventilazione assistita, sarà importante quanto prima reintrodurre e rieducare la Respirazione Diaframmatica per evitare che si instaurino compensi respiratori (ovvero vizi ed utilizzo di muscoli respiratori accessori). In questa fase fisioterapica riabilitativa, contemporaneamente al progressivo recupero della forza respiratoria è importantissimo elaborare un piano di trattamento per recuperare tutta la muscolatura del corpo e la forza generale. I carichi di lavoro devono necessariamente essere progressivi ma puntare a ristabilire un’autonomia funzionale e muscolare in tutte le funzioni della vita quotidiana, partendo da una corretta deambulazione, la gestione autonoma della propria igiene e delle funzioni comuni.

Physiotherapy SARS-Cov-2 2019-nCoV Covid-19 Coronavirus.jpg

Come in tutti gli allettamenti prolungati in cui il paziente non ha autonomia di cambio di posizionamento, possono verificarsi una serie di problemi associati come ad esempio le piaghe da decubito che dovranno essere prevenute e nel caso curate in maniera coordinata dal personale infermieristico, medico e fisioterapico.

fisioterapia per coronavirus Physiotherapy

In questi momenti difficili il personale sanitario sta dando grande prova di determinazione, coordinazione, capacità ed in molti casi di abnegazione personale. Basti pensare alla grandissima percentuale di personale sanitario che ogni giorni si trova positivo al virus. Per questo è fondamentale implementare tutte le misure necessarie affinché il medico, l’infermiere ed il fisioterapista sia tutelato nella prevenzione dell’infezione. A tal proposito l’Arir in questo documento chiede di “attenersi alle indicazioni riportate nel documento prodotto dal Gruppo di lavoro ISS Prevenzione e controllo delle Infezioni. Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-COV-2 nelle attività̀ sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da covid-19) nell’attuale scenario emergenziale SARS-COV-2. Versione del 1° marzo Roma Istituto Superiore di Sanità ; 2020 (Rapporto ISS COVID-19, n.2/ 2020) “

INDICAZIONI AD INTERIM PER UN UTILIZZO RAZIONALE DELLE PROTEZIONI PER INFEZIONE DA SARS-COV-2 NELLE ATTIVITÀ SANITARIE E SOCIOSANITARIE (ASSISTENZA A SOGGETTI AFFETTI DA COVID-19) NELL’ATTUALE SCENARIO EMERGENZIALE SARS-COV-2

Link e riferimenti:

https://www.abilitychannel.tv/coronavirus-come-fare-la-fisioterapia-respiratoria-su-pazienti-con-covid-19

coronavirus

 

Ginocchio crociato anteriore roma e bergamo fisioterapia riabilitazione

Riabilitazione Legamento Crociato Anteriore

Studio di follow-up di vent’anni che confronta il comportamento operativo e il trattamento non chirurgico delle rotture del legamento crociato anteriore in atleti di alto livello. L’importanza della Fisioterapia nella rottura del legamento crociato anteriore.

Gli effetti a lungo termine (≥20 anni) del trattamento chirurgico e di quello conservativo (non operatorio) sulla Rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio non sono ancora chiari.
In questo studio con un lunghissimo follow-up (vent’anni) si è confrontato in atleti di alto livello lo stato del ginocchio che avevano subito l’intervento con quelli che avevano optato per un trattamento conservativo. (van Yperen DT, et al. Am J Sports Med. 2018).

Background dello studio: Una rottura del legamento crociato anteriore (LCA) può avere conseguenze al follow-up soprattutto nel medio termine, con una maggiore probabilità di sviluppare nel giovane paziente un’articolazione non in linea con l’età anagrafica. Gli effetti a lungo termine (≥20 anni) delle due alternative, il trattamento chirurgico e quello non operatorio delle rotture di crociato anteriore invece non sono ancora chiari.

Scopo dello studio: Confrontare i risultati nel lungo termine del trattamento chirurgico rispetto a quello non operatorio delle rotture di LCA negli atleti di alto livello.

Disegno dello studio: studio di coorte; Livello di evidenza 2.

Metodo di studio: Cinquanta pazienti con una rottura LCA erano eleggibili per la partecipazione alo studio, e sono stati trattati conservativamente (n = 25) nel 1992, con riabilitazione strutturata ed adeguamenti dello stile di vita. Un altro gruppo (n = 25) hanno subito l ricostruzione chirurgica tra il 1994 e il 1996 con una tecnica artroscopica mediante utilizzo del tendine rotuleo.
I pazienti nel gruppo non operatorio sono stati selezionati da coloro che dopo 3 mesi dal trauma hanno risposto bene all’approccio conservativo riabilitativo, mentre i pazienti del gruppo operatorio sono stati selezionati tra coloro che avevano una persistente instabilità a 3 mesi dal trauma malgrado il trattamento riabilitativo. Entrambi i gruppi sono stati valutati insieme ai follow-up di 10 e 20 anni per quanto riguarda la presenza di artrosi del ginocchio a livello radiologico, test funzionali (Lysholm, International Knee Documentation Committee [IKDC], Tegner, Knee injury and Osteoarthritis Outcome Score), stato dei menischi e stabilità del ginocchio (artrometro KT-100, pivot-shift test, Lachman test, 1-legged hop test).

Risultati: Tutti i 50 pazienti (100%) sono stati inclusi nello studio per il follow-up. Dopo 20 anni, si è riscontrata un’artrosi del ginocchio nell’80% del gruppo operatorio rispetto al 68% del gruppo non operatorio (P = .508). Non è stata riscontrata alcuna differenza tra i gruppi relativa ai risultati funzionali e alla meniscectomia eseguita. Il punteggio soggettivo IKDC medio era 81,6 (intervallo interquartile [IQR], 59,8-89,1) per il gruppo operatorio e 78,2 (IQR, 61,5-92,0) per il gruppo non operatorio (P = .679). Per quanto riguarda il punteggio obiettivo IKDC, 21 pazienti (84%) nel gruppo operatorio avevano un punteggio normale o quasi normale (A e B) rispetto a 5 pazienti (20%) nel gruppo non operatorio (P <0,001). Il risultato del pivot-shift test era negativo in 17 pazienti (68%) contro 3 pazienti (13%) per i gruppi operativi e non operatori, rispettivamente (P <0,001) e il risultato del test di Lachman era negativo in 12 pazienti (48%) contro 1 paziente (4%), rispettivamente (P = .002).

In conclusione, in questo studio retrospettivo di follow-up, si è riscontrato che dopo 20 anni di, non vi era alcuna differenza nell’osteoartrosi del ginocchio tra trattamento chirurgico e trattamento non operatorio quando il trattamento era assegnato sulla base della risposta di un paziente a 3 mesi di trattamento non chirurgico. Sebbene la stabilità del ginocchio fosse migliore nel gruppo operatorio, non ha prodotto esiti funzionali soggettivi e oggettivi migliori.

Vuoi sapere di più sulla Fisioterapia e riabilitazione del crociato anteriore dei nostri centri di fisioterapia a Roma e Bergamo? Clicca qui

Ecco l’importanza della fisioterapia nella rottura del crociato!

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/29438635/?fbclid=IwAR0N5pW20JVIYqmepafEh4TaQ4–z8GXcNIC4VyK8e8H_KAMVqqlYwRhs2Y

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costocondrite dolore al torace dolore allo sterno dolore alle costole

Dolore al Torace o allo sterno? può essere una costocondrite

Che cos’è la Costocondrite?

Emiliano Grossi * – fisioterapista

Keywords: Dolore al torace, dolore allo sterno, dolore alle articolazioni costosternali o sterno costali, dolore al petto, costocondrite.

dolore al petto dolore alla respirazione fisioterapia roma

Per comprendere meglio cosa intendiamo quando parliamo di costocondrite, costocondrosi, condrite costosternale o sindrome costosternale, vediamo velocemente l’anatomia del tratto toracico anteriore, ovvero di come le coste o costole si articolano con lo sterno.

In questa sede troviamo quelle che possiamo genericamente chiamare le “articolazioni sternocostali”, che però non sono tutte uguali. In generale tra le coste e lo sterno è frapposto un tessuto cartilagineo che determina due articolazioni:

  1. Una, più centrale, tra sterno e cartilagine costale ovvero l’articolazione sternocostale propriamente detta.
  2. Una piu laterale tra cartilagine costale (ialina) e porzione ossea della costola stessa, che è quindi una sincondrosi

 

È bene sottolineare che le  articolazioni sternocostali propriamente dette sono delle artrodie ( fanno parte della macrocategoria delle diartrosi) e quindi, cosi come un ginocchio, prevendono una capsula articolare, il liquido sinoviale e dei legamenti (estrinseci, i leg. raggiati ed intrinseci, intrartricolari). Queste consentono movimenti di scivolamento importantissimi per la biomeccanica toracica.

Per contro la cartilagine ialina costo vertebrale si articola lateralmente con le coste, senza capsule, liquido di lubrificazione o legamenti, in quanto sincondrosi.

Morfologicamente le costole affrontano lo sterno in questa maniera:

  1. Le prime 7 coste in maniera diretta.
  2. Le coste 8-9 e 10 per mezzo di tessuto fibroso interposto.
  3. (le 11 e 12 sono fluttuanti pertanto non hanno rapporti con lo sterno).

Come si manifesta la Costocondrite?

Nella Costocondrite principalmente il paziente lamenta dolore in un punto molto preciso, appena lateralmente allo sterno, puntorio, insorto il più delle volte senza causa apparente. Il punto può essere gonfio, caldo e rosso, dolente al tatto, alla tosse e alla respirazione ampia, oltre che ad alcuni gesti sportivi.

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Cosa può determinare un dolore sternocostale?

Come in tutte le articolazioni (specialmente nelle artrodie), possiamo avere due grandi famiglie di alterazioni:

  1. tipo infiammatorio / reattivo primario.
  2. tipo meccanico / da malposizionamento / fuori asse (che, in via secondaria, possono comunque alimentare le alterazioni infiammatorie).

Le artrodie sono soggette sia a problematiche infiammatorie che di tipo meccanico, mentre la porzione condrocostale soffre prettamente della componente infiammatoria (primaria o secondaria a traumi).

Ci possono essere diverse cause a monte della cascata infiammatoria che determina il dolore costocondritico. In letteratura se ne trovano varie come ad esempio (le più frequenti):

  1. Alterazioni Posturali / traumi/ eccessiva rigidità toracica
  2. le artriti (l’artrite psoriasica, reumatoide e la spondilite anchilosante)
  3. le infezioni virali
  4. le infezioni da Stafilococco
  5. Una sindrome influenzale con tosse protratta o vomito ripetuto
  6. la fibromialgia
  7. alcune neoplasie ( tumore polmonare, al seno, tumori tiroidei)
  8. la Sindrome di Tietze

 

C’è da dire che nel 68% dei casi il dolore sternocostale colpisce pazienti femmina, nelle varie fasce d’età ed in età giovanile è una delle principali ragioni di dolore al torace lamentato dalle ragazze. Anche se non è ben chiaro il dolore si manifesta più a sinistra che a destra e soprattutto nelle articolazioni della IV°-V°-VI° costa.

Cosa Fare quindi?

Come primo approccio al dolore costosternale si deve quindi stabilire la provenienza del dolore stesso ed escludere, mediante Rx, fratture ossee e patologie neoplastiche, valutare la presenza di patologie sistemiche o immunitarie (come fattore di difficoltà nella cura ma che non osta il più delle volte la risoluzione completa dei sintomi). In tal senso è importante stabilire collaborazioni con le figure mediche idonee ad affrontare questa problematica per indirizzare il paziente in maniera diretta (reumatologo, immunologo, ortopedico etc.). A questo punto  si può elaborare il  trattamento più adeguato, eventualmente supportato da farmaci antinfiammatori, fondato principalmente su una Fisioterapia basata su approcci scientifici di correzione graduale come la Rieducazione Posturale Globale (RPG Souchard), qualora non vi siano altri processi in atto (es. infezioni).

Va sempre tenuta in considerazione la grande sensibilità che può avere il paziente nell’ approcciare la zona da trattare, soprattutto se di evidenzia un fuori asse articolare che merita un riposizionamento (meglio se non manipolativo, ma graduale. Infatti, a volte il sintomo quasi non permette il contatto sulla cute del paziente, sufficiente ad ottenere la pressione adatta al trattamento. In quei casi di può preparare il trattamento con delle sedute antinfiammatorie (strumentali, laser ad esempio, o farmacologiche con fans transdermici, ghiaccio). Inoltre, considerando la grande incidenza sulla popolazione femminile, è importante considerare l’approccio psicologico in una zona che coincide anatomicamente con il seno; pertanto, è fondamentale spiegare la tipologia di manovre che si andranno a svolgere e comprendere se queste siano accettate dalla paziente.

Bisogna considerare anche che, a volte, il sintomo può irradiare posteriormente verso la colonna o internamente verso il mediastino ( cuore, pericardio).

Nell’approccio biomeccanico e posturale alla cura delle costocondriti, in RPG Souchard si effettua una prima valutazione, divisa in due macroaree:

  1. Macro-valutazione, ovvero una valutazione biomeccanica e posturale globale, per evidenziare alterazioni che vadano a creare ad esempio iperpressioni costocondrali anteriori ( ad esempio alcuni tipi di ipercifosi dorsali o al contrario un’eccessiva rigidità e appiattimento dorsale)
  2. Micro-valutazione: ovvero il bilanciamento articolare manuale per valutare restrizioni di movimento, iperpressioni, fuori asse, sublussazioni etc.

Una volta che il quadro biomeccanico è stato chiarito, si elabora il piano di trattamento e le specifiche posture terapeutiche all’interno delle quali verranno somministrate le sollecitazioni correttive ( decompressioni, release, riposizionamenti, flessibilizzazione toracica etc.).

In generale la Rieducazione Postural Globale, nei casi di Costocondrite può ridurre o eliminare il dolore toracico già dalle prime sedute e soprattutto si è visto che contribuisce, anche in casi di patologie sistemiche di base a contrastare le recidive, soprattutto qualora si imposti insieme al paziente un programma di mantenimento individualizzato ( anche solo di autogestione insegnata al paziente ad esempio).

Vuoi saperne di più? Mi trovi qui: www.fisioterapiaroma.it

Scientific Article on this topic: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19817327/

* Emiliano Grossi

PhT B.Sc, Global Postural Re-education Specialist (GPR). Member of the Italian Teaching staff of GPR/RPG Post-University degree. Professor of SGA (Active Global Stretching). Encharged by the “Université de Thérapie Manuelle” (France). Certified Spinal Manual Therapist (SMT) – (Australia).
Director of Physical Therapy Division of FisioClinic (Rome).  Curriculum

Farmaci inutili nel mal di schiena

Farmaci inutili nel mal di schiena:

Il mal di schiena, considerato uno delle cause maggiori di disabilità nella società moderna, non trova soluzione dai farmaci antinfiammatori come ibuprofene, aspirina, Fans. Questi famaci sono quasi del tutto inutili in quanto i benefici sono appena superiori al placebo e per contro hanno  troppi effetti collaterali sull’organismo.

fisioterapia emicrania mal di testa

Una ricerca del George Institute for Global Health di Sydney ha analizzato 6000 persone che facevano uso di antinfiammatori e antidolorifici su cui sono stati condotti ben 35 clinical Trials.

I risultati sono che i FANS, ovvero i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (‘non-steroidal anti-inflammatory drugs’, o NSAIDs) , offrono benefici appena superiori ai placebo a fronte di danni collaterali alti.

La ricerca è stata anche pubblicata su The “Annals of the Rheumatic Diseases”, riporta che solo 1 paziente su  6 trattati con FANS  ha ricevuto benefici clinicamente rilevanti nel breve termine.

I benefici erano spesso superati da effetti collaterali importanti, come ulcere gastriche e sanguinamento.terapia reflusso osteopatia viscerale

Anche il paracetamolo spesso viene raccomandato come farmaco alternativo perché meno cruento sullo stomaco. In realtà ha scarso effetto analgesico nel dolore vertebrale e addirittura quasi quadruplica l’incidenza di disfunzioni epatiche.

Infine gli oppioidi, sono risultati poco più efficaci dei FANS ma provocano spesso effetti collaterali ancora più gravi.

I ricercatori concludono e sono concordi nel dire che i FANS, gli antidolorifici ed antinfiammatori non possono considerarsi una risposta al dolore vertebrale e della schiena.

Gli stessi studiosi raccomandano la fisioterapia e l’attività regolare che si dimostrano più efficaci e senza effetti collaterali nel  tenere lontano il dolore vertebrale ed il mal di schiena. Migliore Centro di Fisioterapia

Affidatevi agli specialisti migliori e certificati , noi di FisioClinic, Fisioterapia a Roma e Bergamo abbiamo già aiutato migliaia di pazienti a risolvere il loro mal di schiena ( vedi cosa dicono di noi)

Autore:
Emiliano Grossi Fisioterapista – Physiotherapist
PhT B.Sc, Global Postural Reeducation Specialist (GPR).
Teaching staff of italian GPR/RPG Post-University degree
Encharged by the “Université de Thérapie Manuelle” – (France).
Responsible for the development of GPR Souchard method in English.
Certified Spinal Manual Therapist (SMT) – (Australia).
Director of Physical Therapy Division of FisioClinic (Rome).
Curriculum

fonte: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2017/02/03/mal-di-schiena-quasi-inutili-farmaci-antinfiammatori_2c5057ba-ddaf-4475-a3fc-502b8fb88cfd.html

Alterazioni Posturali

dolori da posizione seduta in ufficio

Posizione seduta in ufficio:

Lo dice L’Ansa,  sulla base della ricerca Loudhouse presentata al Ministero della Salute nell’ambito del convegno “Salute in ufficio”: l’80% degli impiegati ha sofferto di dolori legati alla posizione lavorativa negli ultimi 3 anni.

I dolori da posizione seduta in ufficio (o a scuola) più diffusi sono il dolore cervicale e lombare , ovvero il male al collo associato a volte a mal di testa e la lombalgia o mal di schiena.

Posizione seduta in ufficio

Ecco cosa dice lo studio riguardo l’incidenza dei dolori da posizione seduta in ufficio o a scuola:

Tra gli intervistati ecco le percentuali dei vari dolori riportati, considerando che molti avevano più di una localizzazione del dolore:
61% mal di schiena.
55% mal di testa
49% la tensione o il dolore alle spalle,
49% problemi agli occhi
47% dolore al collo
31% dolore al polso o al braccio.

Tra le non proprio sane abitudini più frequentemente riportate nella posizione seduta in ufficio, invece, il 97% percepisce quella di stare seduto e di non muoversi per molto tempo, il 90% sente di avere una posizione “ingobbita” e comunque non corretta, l’85% incrocia le gambe come abitudine.

Ed ora la notizia più eclatante: L’assenteismo dovuto a dolori scaturiti dai disturbi posturali sul lavoro e dalla posizione seduta in ufficio costa ben 3,36 miliardi di euro ogni anno allo stato Italiano.

Il ministro Lorenzin, ritiene che piccole scelte in ufficio portano salute ed ha detto: “Rendere salubre il luogo dove viviamo vuol dire renderci sani e rendere migliore la nostra vita. Sono le piccole scelte a portare le grandi trasformazioni”.

Chiamaci OGGI e scopri quello che possiamo fare per te e come abbiamo già migliorato la qualità della vita e del tempo passato a lavoro di tantissimi pazienti (ecco cosa dicono di noi)!

Autore:
Emiliano Grossi Fisioterapista – Physiotherapist
PhT B.Sc, Global Postural Reeducation Specialist (GPR).
Teaching staff of italian GPR/RPG Post-University degree
Encharged by the “Université de Thérapie Manuelle” – (France).
Responsible for the development of GPR Souchard method in English.
Certified Spinal Manual Therapist (SMT) – (Australia).
Director of Physical Therapy Division of FisioClinic (Rome).
Curriculum

Fonte: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2018/01/22/otto-impiegati-su-10-soffrono-di-dolori-dufficio_c0bc45b6-4ed5-4adc-ac5a-f4b50117cb4f.html