Migliorare la Postura a Roma

Migliorare la Postura Con la RPG Souchard ufficiale a Roma

Come migliorare la postura?

Risultato di trattamento del mese.

Paziente con evidente “shift” (spostamento laterale) tra bacino e torace, con forti dolori lombari e alle gambe ( lombosciatalgia ) presenti da circa 8 mesi senza alcun miglioramento. E’ presente deficit della deambulazione, il paziente non riesce più a camminare correttamente sia per il dolore acuto che per la posizione oramai troppo alterata.

I trattamenti farmacologici anche cortisonici non hanno prodotto risultati apprezzabili.

Trattato, dopo valutazione specifica per comprendere le cause del problema, con RPG Souchard presso il Centro Ufficiale di Roma FISIOCLINIC.

Migliorare la Postura a Roma

Dopo 3 sedute il paziente è asintomatico ( non ha più dolore ne locale lombare , ne irradiato) , dopo 5 sedute la Postura è nettamente migliorata.

Anche se non si vede dalle foto….è un’altro paziente a cui è tornato il sorriso :-)

ernia del disco fisioterapia roma

Ernia del disco terapia per curarla a Roma

Risultato di trattamento del mese.

Paziente con ernia del disco lombare L5-S1 espulsa di dimensioni importanti, sintomatica con lombosciatalgia completa, impossibilità alla deambulazione, dolore molto acuto a qualsiasi test e movimento sia attivo che passivo.

Trattata con RPG Souchard presso il Centro Ufficiale di Roma FISIOCLINIC.

Il risultato sul sintomo è completo, la paziente non ha più dolore ed ha ripreso la sua vita normalmente.

La Risonanza magnetica di controllo evidenzia una netta riduzione della massa erniaria di circa 2/3 della grandezza iniziale. Alle immagini ( peggiore scansione iniziale in comparativa con peggiore scansione attuale) il risultato è ottimo e la radice nervosa appare non più compressa . Il medico radiologo referta la pressoché  totale scomparsa della precedente ernia L5-S1.

Un’altra paziente a cui è tornato il sorriso :-)

 

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riferimenti bibliografici

trattamento rpg souchard Fisioterapia roma

Posturale per il mal di schiena, ginocchia, anca, piede…

POSTURALE CHE PASSIONE

Scritto da Anita D’Asaro.

Se siete a cena con degli over 60 immersi in una conversazione sicuramente colta e interessante, ad un certo punto sentirete senz’altro parlare di posturale perché quasi tutti la fanno in particolare le donne. posturale rana in ariaC’è chi fa ginnastica posturale in palestra, chi esercizi a casa con un trainer e chi invece fa fisioterapia in centri specializzati per la rieducazione posturale globale. C’è una certa differenza in queste scelte. In genere l’attività di palestra è più di tipo ginnico, preventivo o laddove non sia presente alcuna patologia, mentre ci si deve rivolgere ai centri fisioterapici specializzati quando c’è un dolore o una patologia e quindi sono necessarie delle cure che per legge solo i fisioterapisti possono somministrare. Qui infatti possono essere trattate persone che hanno bisogno di una riabilitazione motoria dopo traumi, che hanno disfunzioni articolari, come ad esempio delle ginocchia, dell’anca o dell’articolazione temporo mandibolare o a cui serve una riabilitazione post-chirurgica in interventi di varia natura, anche più semplicemente, tutti coloro che hanno forti dolori alla schiena, al piede, alla spalla.
L’ambiente è quello di un moderno ambulatorio con lettini che si regolano e dove il paziente si sdraia per essere trattato e spesso ‘appeso’ per i piedi. Ma vediamo quali sono le patologie più frequenti e come vengono individuate e trattate parlando con il dott. Emiliano Grossi Fisioterapista – Specialista in Rieducazione Posturale Globale, Assistente alla formazione Italiana Post-Universitaria di R.p.g. incaricato dall’Université de Thérapie Manuelle – Francia, Certified Spinal Manual Therapist – Australia. Dott. Grossi ci racconti chi viene qui, perché e quali trattamenti fate.
“Ad oggi la nostra attività clinica di fisioterapisti specializzati è arrivata, grazie alla formazione universitaria ed ai corsi di specializzazione, a coprire molteplici campi della medicina, quello della rieducazione delle patologie ortopediche, neurologiche, cardiovascolari, gastroenterologiche, urologiche per citarne solo alcune. In pratica quasi tutti i campi della medicina prevedono oggi una fisioterapia specifica ed appositamente sviluppata. Sicuramente comunque la maggior parte dei pazienti che vediamo sono persone con dolori alla colonna vertebrale o con dolori articolari delle articolazioni periferiche ( spalle, anche, ginocchia).
Tra questi l’incidenza maggiore si ha tra i 50 ed i 75 anni e la diffusione è ben equilibrata tra uomini e donne seppur con variabilità sul tipo di articolazione più frequentemente colpita nei diversi sessi. Ci sono statisticamente delle articolazioni che vengono interessate maggiormente ad esempio nelle donne; nel periodo peri-menopausa è frequente trovare patologie di spalla ( periartriti scapolo omerali etc) o di polso ( tunnel carpale etc) che sono molto meno rappresentate negli uomini che invece soffrono maggiormente di patologie come quella del ginocchio.
Tutti i pazienti vengono sottoposti ad un’attenta valutazione fisioterapica in modo da elaborare il piano di trattamento più adatto ed assolutamente individualizzato, in accordo con l’eventuale diagnosi medica. Questo ci permette di costruire un trattamento più efficace perché “cucito” individualmente sul paziente e non semplicemente applicando un protocollo standard. Questo modus operandi, base della Rieducazione Posturale Globale, è uno dei motivi della grandissima percentuale di successo terapeutico anche in casi in cui tipicamente il paziente ha già provato di tutto ed arriva da noi demoralizzato da anni di sofferenza e mancanza di risultati duraturi e realmente efficaci.
Il trattamento di conseguenza sarà svolto individualmente, in genere con cadenza di una seduta a settimana ( ma ovviamente dipende dai casi) durante la quale il fisioterapista esegue delle manovre specifiche di correzione, graduali e dolci, inserite in un contesto di esercizi terapeutici che permettono al corpo di mantenere le correzioni effettuate. Il corpo del paziente viene portato gradualmente verso una correzione globale armonizzando le correzioni locali ( ad esempio di un ginocchio) con il resto del corpo e creando l’equilibrio biomeccanico necessario al mantenimento dei risultati ottenuti.”

Anita D’asaro

19 gennaio 2016.

(fonte http://www.65perricominciare.it/salute-e-benessere/474-19-gennaio-2016.html )

Recovery

dormire bene e senza dolori alla schiena


Articolo del Giornalista STEFANO MASSARELLI, pubblicato su LA STAMPA il 30/07/2015

Dormi sulla spiaggia o sul ponte della nave? Aiuta collo e schiena con lo stretching

 Vacanzieri che scelgono di dormire sul ponte di una nave pur di godersi un giorno in più di vacanza, campeggiatori improvvisati che si coricano sul terreno senza neppure il materassino e adulti che amano tornare “ragazzi” anche solo per una notte, godendosi un romantico sonno in spiaggia. E così il periodo delle ferie estive finisce per trasformarsi nel momento peggiore per la schiena e il collo, lasciando emergere dolori anche in chi generalmente non ha mai risentito di alcun disturbo della colonna. La buona notizia, tuttavia, è che bastano poche attenzioni per migliorare sensibilmente il comfort notturno della schiena, senza per questo dover rinunciare alla moda giovane del “beach sleeping” o all’esperienza di una notte in tenda immersi nella natura.

La sabbia può essere un comodo “giaciglio”

Nel caso in cui si voglia trascorrere una notte in spiaggia, ad esempio, la sabbia non è poi così male come materasso. “La sabbia permette di avere una superficie sufficientemente morbida ma consistente su cui riposare, specialmente quando è ben asciutta” sottolinea Emiliano Grossi, fisioterapista esperto in rieducazione posturale globale. Dormire una notte sulla spiaggia muniti di sacco a pelo, laddove consentito, non è quindi così deleterio per la colonna vertebrale e consente anche di modellare il “giaciglio” a proprio piacimento. “È sempre possibile creare un piccolo guanciale con la sabbia stessa, soprattutto se si hanno problematiche cervicali e si dorme in posizione supina. Se invece si è soliti dormire di lato, sarebbe meglio ricavare un ‘cuscino’ più consistente, magari utilizzando un asciugamano” spiega il fisioterapista. La prima regola da seguire quando si dorme è infatti quella di mantenere un allineamento ad angolo retto tra la testa e le spalle, ed evitare che la testa si fletta troppo in avanti o indietro: ciò vale per qualsiasi superficie e in qualsiasi stagione.

In tenda con il giusto equipaggiamento

Una ricerca scientifica pubblicata nel 2014 ha dimostrato che dormire in campeggio immersi nella natura può avere un effetto straordinario sul sonnonotturno, in quanto contribuisce a resettare l’orologio biologico dell’organismo e a migliorare la produzione interna di melatonina. Per non vanificare questo beneficio, tuttavia, è importante essere ben equipaggiati per la notte, come ben sanno i campeggiatori più esperti. “I materassini gonfiabili di ultima generazione sono l’opzione da preferire per il campeggio” afferma Emiliano Grossi, che raccomanda anche di evitare di gonfiarli al massimo, lasciandoli leggermente più morbidi e confortevoli. La soluzione da evitare, in ogni caso, è quella di dormire a pancia in sotto, dato che può favorire eccessive sollecitazioni e torsioni sul collo e la colonna. “Meglio disporre un cuscino o un asciugamano sotto la pancia in questi casi, specialmente se già si soffre di mal di schiena” raccomanda Grossi.

Streching “salvaschiena”

I lunghi viaggi estivi in nave, aereo e auto lasciano davvero poco spazio al buon riposo e possono compromettere seriamente la corretta circolazione del sangue e il benessere di tutta la colonna. In questi casi, quindi, il primo consiglio da seguire consiste nel mantenere per quanto possibile le gambe sollevate,ricorrendo ai cosiddetti cuscini a “U” se si vuole riposare un po’ da seduti. Al risveglio è invece importante riattivare sin da subito la mobilità di tutto il corpo. “Dopo aver dormito in spiaggia, in campeggio o in nave in una posizione non proprio indicata per il collo e la schiena, è importante dedicare sempre un po’ di tempo agli esercizi di stretching dolce” chiarisce Grossi. Questi devono coinvolgere tutti i muscoli del collo, della colonna e degli arti, e – spiega il fisioterapista – sono in grado di ridare subito elasticità e flessibilità alla struttura vertebrale che può essersi irrigidita durante le ore notturne. Pochi minuti che possono valere un’intera vacanza.

Low-Back-Pain Roma Fisioterapia

Over 65 e mal di schiena, la cura migliore

OVER 65 E MAL DI SCHIENA

Scritto da Anita D’Asaro. Postato in Salute e benessere

I medici parlano di lombalgia ma noi normalmente diciamo mal di schiena. Tra gli over 65 è una patologia molto diffusa e ci si scambiano notizie sugli esercizi più efficaci per togliersi quel dolore così insistente che a volte ci impedisce di prendere in braccio perfino i nipoti. Chiediamo notizie al dott. Emiliano Grossi, Fisioterapista – Specialista in Rieducazione Posturale Globale, Assistente alla formazione Italiana Post-Universitaria di R.p.g. incaricato dall’Université de Thérapie Manuelle – Francia, Certified Spinal Manual Therapist – Australia.

Dottor Grossi, cominciamo dall’inizio, ma è vero che la colonna invecchia?
“Sì certamente, la colonna vertebrale è un sistema meccanico e in quanto tale è sottoposto a usura e alla forza di gravità; ciò comporta che le superfici che sono sottoposte a carico, i dischi intervertebrali ovvero i cuscinetti interposti tra le vertebre e le faccette articolari cioè la vera e propria articolazione della colonna, con il tempo si possono ‘consumare’.
I dischi intervertebrali infatti sono formati per circa l’85% da acqua e c’ è un invecchiamento fisiologico dovuto alla disidratazione che ne determina un parziale assottigliamento. Bisogna dire però che le alterazioni dei dischi e delle faccette possono essere di diverso tipo: eccessiva rigidità (quella che gli americani chiamano stiffness) oppure un disequilibrio dei muscoli che dovrebbero garantire il giusto funzionamento della colonna. Un terzo motivo all’origine di patologie della colonna può essere dato da un utilizzo errato della colonna e cioè posture scorrette, attività lavorative che costringono un’eccessiva usura della colonna e traumi di vario genere che nel tempo hanno determinato un invecchiamento della colonna”.
Si sente spesso parlare di artrosi e osteoporosi…
“Si, se le faccette articolari lavorano male come quando c’è disequilibrio o attrito, generano precocemente artrosi che è una degenerazione delle superfici cartilaginee delle articolazioni. L’osteoporosi è una patologia molto più femminile non legata strettamente a fatti meccanici. Certamente la cura anche in questo caso può passare attraverso la fisioterapia.
La fisioterapia ci dà armi, da anni riconosciute a livello scientifico, che lavorano sul riequilibrio della struttura muscolare e biomeccanica. Ci spieghi meglio come funziona.
“Il fisioterapista, in accordo con la diagnosi medica, determina personalmente quali sono le alterazioni biomeccaniche, neuromotorie e posturali dell’individuo, nell’ esempio fatto l’ eccessiva rigidità di alcuni muscoli della colonna e, una volta individuata l’ alterazione, attraverso specifici esercizi terapeutici attivi sul paziente, ne stimola il riequilibrio nella direzione della flessibilizzazione e rieducazione”.
Ci dia qualche piccolo consiglio pratico che sia generalmente valido per tutti come per esempio qual’è la posizione che fa riposare meglio la colonna durante la notte.
“Sicuramente la colonna ha bisogno di buon riposo! Infatti durante la notte si inverte quel procedimento di disidratazione discale che abbiamo citato all’inizio di questa chiacchierata. I dischi in parte riacquisiscono l’acqua perduta durante la “compressione” diurna. E’ importante però riposare bene e oggi abbiamo molti prodotti che ci aiutano in questo. Un buon letto, non troppo morbido, possibilmente con zone a cedevolezza controllata ( quindi si alle doghe in legno e possibilmente no alle reti metalliche) è fondamentale. Anche qui ci si può avvalere del Fisioterapista specialista di colonna per scegliere il materasso più adatto alla propria struttura. La densità del materasso, ad esempio, oltre che in base al materiale costruttivo si deve scegliere in base a tanti parametri tra cui il peso del paziente. Le posizioni che maggiormente aiutano a scaricare la colonna sono quelle di fianco, meglio se con l’anca leggermente flessa. La posizione supina può non essere confortevole per tutti, se come abbiamo detto, c’è un’eccessiva rigidità di alcuni muscoli; stesso vale per la posizione prona, a pancia in giù, ancor meno tollerata se le faccette articolari che abbiamo nominato non sono proprio in forma.

Anita D’Asaro
15 settembre 2015