16 novembre 2015
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OVER 65 E MAL DI SCHIENA

Scritto da Anita D’Asaro. Postato in Salute e benessere

I medici parlano di lombalgia ma noi normalmente diciamo mal di schiena. Tra gli over 65 è una patologia molto diffusa e ci si scambiano notizie sugli esercizi più efficaci per togliersi quel dolore così insistente che a volte ci impedisce di prendere in braccio perfino i nipoti. Chiediamo notizie al dott. Emiliano Grossi, Fisioterapista – Specialista in Rieducazione Posturale Globale, Assistente alla formazione Italiana Post-Universitaria di R.p.g. incaricato dall’Université de Thérapie Manuelle – Francia, Certified Spinal Manual Therapist – Australia.

Dottor Grossi, cominciamo dall’inizio, ma è vero che la colonna invecchia?
“Sì certamente, la colonna vertebrale è un sistema meccanico e in quanto tale è sottoposto a usura e alla forza di gravità; ciò comporta che le superfici che sono sottoposte a carico, i dischi intervertebrali ovvero i cuscinetti interposti tra le vertebre e le faccette articolari cioè la vera e propria articolazione della colonna, con il tempo si possono ‘consumare’.
I dischi intervertebrali infatti sono formati per circa l’85% da acqua e c’ è un invecchiamento fisiologico dovuto alla disidratazione che ne determina un parziale assottigliamento. Bisogna dire però che le alterazioni dei dischi e delle faccette possono essere di diverso tipo: eccessiva rigidità (quella che gli americani chiamano stiffness) oppure un disequilibrio dei muscoli che dovrebbero garantire il giusto funzionamento della colonna. Un terzo motivo all’origine di patologie della colonna può essere dato da un utilizzo errato della colonna e cioè posture scorrette, attività lavorative che costringono un’eccessiva usura della colonna e traumi di vario genere che nel tempo hanno determinato un invecchiamento della colonna”.
Si sente spesso parlare di artrosi e osteoporosi…
“Si, se le faccette articolari lavorano male come quando c’è disequilibrio o attrito, generano precocemente artrosi che è una degenerazione delle superfici cartilaginee delle articolazioni. L’osteoporosi è una patologia molto più femminile non legata strettamente a fatti meccanici. Certamente la cura anche in questo caso può passare attraverso la fisioterapia.
La fisioterapia ci dà armi, da anni riconosciute a livello scientifico, che lavorano sul riequilibrio della struttura muscolare e biomeccanica. Ci spieghi meglio come funziona.
“Il fisioterapista, in accordo con la diagnosi medica, determina personalmente quali sono le alterazioni biomeccaniche, neuromotorie e posturali dell’individuo, nell’ esempio fatto l’ eccessiva rigidità di alcuni muscoli della colonna e, una volta individuata l’ alterazione, attraverso specifici esercizi terapeutici attivi sul paziente, ne stimola il riequilibrio nella direzione della flessibilizzazione e rieducazione”.
Ci dia qualche piccolo consiglio pratico che sia generalmente valido per tutti come per esempio qual’è la posizione che fa riposare meglio la colonna durante la notte.
“Sicuramente la colonna ha bisogno di buon riposo! Infatti durante la notte si inverte quel procedimento di disidratazione discale che abbiamo citato all’inizio di questa chiacchierata. I dischi in parte riacquisiscono l’acqua perduta durante la “compressione” diurna. E’ importante però riposare bene e oggi abbiamo molti prodotti che ci aiutano in questo. Un buon letto, non troppo morbido, possibilmente con zone a cedevolezza controllata ( quindi si alle doghe in legno e possibilmente no alle reti metalliche) è fondamentale. Anche qui ci si può avvalere del Fisioterapista specialista di colonna per scegliere il materasso più adatto alla propria struttura. La densità del materasso, ad esempio, oltre che in base al materiale costruttivo si deve scegliere in base a tanti parametri tra cui il peso del paziente. Le posizioni che maggiormente aiutano a scaricare la colonna sono quelle di fianco, meglio se con l’anca leggermente flessa. La posizione supina può non essere confortevole per tutti, se come abbiamo detto, c’è un’eccessiva rigidità di alcuni muscoli; stesso vale per la posizione prona, a pancia in giù, ancor meno tollerata se le faccette articolari che abbiamo nominato non sono proprio in forma.

Anita D’Asaro
15 settembre 2015

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